Archive for the 'tech' Category


Bootcamp vs Parallels vs Fusion 0

Un estratto del completo articolo di comparazione (grazie sam):

If you want a virtualization product (that allows you to run Windows alongside Mac OS X), and you want the best performance for the types of things that we tested, then clearly you need to run XP and not Vista. Furthermore, in our tests, both VMware Fusion and Parallels performed well, and were a good user experience. That said, Parallels was somewhat faster in general than VMware Fusion for XP.

If you want the best virtualization performance for Vista, then VMware Fusion is your choice. And, if you want to keep your Mac OS X and Windows environments completely separate, VMware Fusion’s design may be your better choice. (And, although we didn’t test it, we would expect VMware Fusion to have better multi-processor support if you really have an application that is designed to take advantage of it.) If your goal is tight integration between one or more Windows applications and Mac OS X, Parallels is the clear winner when running either XP or Vista. And, as we said before, if you want the best XP performance with the types of applications tested here, Parallels is not only faster than VMware Fusion, but it’s faster than Boot Camp on average for the applications that we tested.

Leopard semi-nightmare 1

Ordinato per prudenza qualche giorno fà , ieri di rientro da RailsToItaly (interessante), accompagnata dalla notte e da un simpatico mal di gola è scattata l’installazione di Leopard. riporto qui di seguito i problemi che ho sicontrato e come sono stai risolti, perchè alcuni son stati veramente noiosi.

  1. Inserito il cd e riavviato per l’installazione, quindi con il boot automatico da cd, la retroilluminazione del MacBookPro si spegneva irrimediabilmente… cosa faccio ? installo guardando il monitor contro luce ? C’ho provato ehehe, ma alla fine scattava un altro problema (vedi sotto) e non me la son sentita di andare avanti alla cieca :-) Comunque per risolvere il porblema è bastato riavviare normalmente, tenendo premuto Alt all’avvio e scegliendo il buon vecchio disco con tiger, una volta partito ho riavviato (senza passare dalla procedura di installazione) sempre normalmente, con il cd di installazione semplicemente inserito, ma tenendo premuto il tasto C per avviare automaticamente da cd-rom: e luce fù !
  2. Ho fatto qualche prova tempo addietro (e anche più del consentito :-) con le partizioni, il “resizeVolume” via linea di comando ecc creando partizioni e ridimensionandole, mettendoci dentro tutti i vari sistemi operativi che mi interessava prova su hardware apple: risultato ? avevo 2 partizioni, una normale hfs e una subito dopo formattata in ntfs, utilizzata tramite MacFuse; il problema era che durante le primissime fasi dell’installazione di Leopard venivano viste tutte e due le partizioni, ma entrambe recavano il messaggio “impossibile installare in questa partizione” la ntfs per ovvie problematiche di formato, ma la HFS+ perchè ? Bha !?! Anche qui risolto, backuppando tutti i dati della partizione ntfs, togliendo quindi ogni partizione strana mezzo con utility disco dell’installazione, lanciando l’assitende Bootcamp dal’ancora presente tiger e utilizando la funzione “ripristina in un unico volume”, strano che abbia funzionato, di solito Bootcamp si incacchia non poco con partizioni che non ha fatto lui. Nel caso estremo sarei andato di linea di comando, ma di notte, son d’accordo, è pittoresco e informaticamente “romatico”, ma certe cose son pericolose :-)
  3. Dulcis in fundo ? Superato anche il problema partizione (comunque l’operazione di backup l’ho fatta di notte) stamattina, sempre accompagnato dal suddetto mal di gola latente che non mi aveva fatto dormire, mi son svegliato e ho ripreso l’installazione; finita l’installazione dopo 1,5 ore (meglio del previsto, preventivavano 2 ore per l’upgrade, “c’ha messo anche meno” penso tra me e me) si riavvia normalmente, ma taaac ! rimane lo schermo azzurro per un bel po’ e non se ne va, niente login (anche se è quello di sfondo soliti di macosx, blue screen, vi ricorda qualcosa?); penso tra me e me che sia normale, primo riavvio, dovrà sistemare un po’ di cose. No era proprio freezato, e dopo aver capito che non si schiodava da quella situazione (orecchio ovviamente poggiato sul caso del portatile in zona disco per sentire se stava facendo qualcosa), rimedio un computer per casa e collegandomi ad internet scopro che non sono da solo, anzi… Ovviamente avevo agganciato ancora il disco esterno che avevo usato come backup, pensando fosse semplicemente quello il problema, riavvio ancora qualche volta tra una prova e l’altra. Alla fine, penso che quello che suggeriscono qui sia più che sensato, è molto probabilec he qualcosa all’avvio o qualche strano “hook” grafico interrompa il normale avvio. Sarà davvero application Enhancer? Non l’ho mai usato (solo installato), proviamo.. ho eseguito la semplice rimozione da terminal (avviato dall’installazione) di alcuni settaggi come suggeriscono qui, riporto:
  • rm -rf /Library/Preference Panes/Application Enhancer.prefpane
  • rm -rf /Library/Frameworks/Application Enhancer.framework
  • rm -rf /System/Library/SystemConfiguration/Application Enhancer.bundle
  • rm -rf /Library/Preferences/com.unsanity.ape.plist

ed ecco che, riavviando, il tutto si risolve ! Bhe dunque, buona fortuna anche a voi ! :) Mi aspetta il pranzo con i suoceri “et varia”, ouch !?!*#@?^ :-)

Ig Nobel 0

Dall’articolo su Repubblica:

Gli Ig Nobel premiano quelle ricerche che prima fanno ridere e poi fanno pensare, quegli studi, dicono gli organizzatori, i cui risultati “non possono o non dovrebbero essere riprodotti”.

E qui la lista dei vincitori di quest’anno

I premi Ig Nobel 2007

MEDICINA Brian Witcombe di Gloucester, Regno Unito, e Dan Meyer di Antioch, Usa, per uno studio sugli effetti collaterali di mangiare le spade

FISICA Lakshminarayanan Mahadevan della Harvard University, Usa, e Enrique Cerda Villablanca dell’Università di Santiago del Cile per aver studiato come le lenzuola si spiegazzano

BIOLOGIA Johanna E. M. H. van Bronswijk dell’Università della Tecnologia di Eindhoven, Olanda, per un censimento di tutti gli organismi che vivono nel letto

CHIMICA Mayu Yamamoto dell’International Medical Center del Giappone per la scoperta di un modo per estrarre vanillina, la fragranza e l’aroma della vaniglia, dallo sterco di mucca

LINGUISTICA Juan Manuel Toro, Josep B. Trobalon e Núria Sebastián-Gallés dell’Università di Barcellona per aver dimostrato che i ratti a volte non riescono a distinguere tra una persona che parla giapponese al contrario e una che parla olandese al contrario

LETTERATURA Glenda Browne di Blaxland, Australia, per il suo studio sull’articolo inglese “the” e sui problemi che crea a chi deve fare elenchi in ordine alfabetico

PACE Air Force Wright Laboratory di Dayton, Usa, per aver suggerito lo sviluppo di un’arma chimica, la cosiddetta “bomba gay”, capace di sviluppare un’irresistibile attrazione sessuale tra i soldati nemici

ALIMENTAZIONE Brian Wansink della Cornell University, Usa, per aver studiato l’appetito apparentemente illimitato degli esseri umani dando loro da mangiare una quantità illimitata di zuppa

ECONOMIA aKuo Cheng Hsieh di Taichung, Taiwan, per aver brevettato nel 2001 un meccanismo che cattura i rapinatori di banche gettando su di loro una rete

AVIAZIONE Patricia V. Agostino, Santiago A. Plano and Diego A. Golombek dell’Università Nazionale di Quilmes, Argentina, per aver scoperto che il Viagra facilita il recupero del jetlag nei criceti.

Top ten laughably bad tech ads 0

Un amico mi ha segnalato questa lista di video, assolutamente da guardare!
Da un articolo su cnet:

The tech industry has a rich and hilarious history of being unable to promote itself as anything other than unutterably dorky. Originally we were going to call this ‘The top ten worst tech ads’, but as we hunted around we discovered these are pure gold. They are shockingly bad, but you’ll derive so much pleasure from watching them it didn’t seem right to use ‘worst’ anymore.

Anyway, we’ve collected ten of our favourites — in no particular order — that made us laugh, either because they feature lycra, awful singing, pathetic old technology, Steve Ballmer or some combination of all of the above. -Ian Morris

… e per i “developers developers develoopers” ecco il primo:

scplugin – subversion plugin 2

Noto con piacere che finalmente è stata rilasciata la nuova versione di SCPlugin, applicazione che permette di utilizzare repository Subversion (svn per gli amici) direttamente dal menù contestuale del finder di Macosx. La versione precedente in effetti c’era ma era, secondo me, decisamente inutilizzabile, presentando dei grossi problemi con repository che necessitavano autenticazione. Sotto Windows esite invece da tempo l’impareggiabile TortoiseSVN che svolge egregiamente il compito. In attesa dell’annunciato Versions, che dovrebbe essere un innovativo client sotto macosx, non ci resta che usare i suddetti, o andar di shell :-)

SecondLife 0

E’ interessante vedere come mentre da noi monti l’hype sui vari telegiornali generalisti, dall’altra parte dell’oceano stiano, in un certo senso, tirando le somme per capire cosa ci sia davvero di utile, “numerabile” e “remunerabile” nelle attività in SecondLife…

da un articolo su Wired di Agosto ’07:

Then there’s the question of what people do when they get there. Once you put in several hours flailing around learning how to function in Second Life, there isn’t much to do. That may explain why more than 85 percent of the avatars created have been abandoned. Linden’s in-world traffic tally, which factors in both the number of visitors and time spent, shows that the big draws for those who do return are free money and kinky sex. On a random day in June, the most popular location was Money Island (where Linden dollars, the official currency, are given away gratis), with a score of 136,000. Sexy Beach, one of several regions that offer virtual sex shops, dancing, and no-strings hookups, came in at 133,000. The Sears store on IBM’s Innovation Island had a traffic score of 281; Coke’s Virtual Thirst pavilion, a mere 27. And even when corporate destinations actually draw people, the PR can be less than ideal. Last winter, CNET’s in-world correspondent was conducting a live interview with Anshe Chung, an avatar said to have earned more than $1 million on virtual real estate deals, when Chung was assaulted by flying penises in a griefer attack.

… e da Punto Informatico:

L’ultima spallata alla terra di Bengodi l’assesta il censimento. I media riportano sempre il dato di 8 milioni di abitanti – presente nella homepage del sito ufficiale – senza considerare che il totale considera anche gli avatar orfani e quelli multipli generati dalla stessa tastiera. Insomma, per Brian Haven, analista di Forrester Research, sarebbero loggati in ogni momento non più di 30/40 mila utenti. “Si parla di un’audience nettamente inferiore rispetto a quella normalmente raggiunta dagli inserzionisti”, ha sottolineato Haven. Una verità , per altro, confermata dalle statistiche aggiornate e dettagliate pubblicate sul blog Second Life. Basta leggerle.

Scene Completion Using Millions of Photographs 0

from Scene Completion Using Millions of Photographs

What can you do with a million images? In this paper we present a new image completion algorithm powered by a huge database of photographs gathered from the Web. The algorithm patches up holes in images by finding similar image regions in the database that are not only seamless but also semantically valid. Our chief insight is that while the space of images is effectively infinite, the space of semantically differentiable scenes is actually not that large. For many image completion tasks we are able to find similar scenes which contain image fragments that will convincingly complete the image. Our algorithm is entirely data-driven, requiring no annotations or labelling by the user. Unlike existing image completion methods, our algorithm can generate a diverse set of image completions and we allow users to select among them. We demonstrate the superiority of our algorithm over existing image completion approaches.

from RobinGood

Un nuovo algoritmo sviluppato da James Hayes e Alexei A. Efros della Carnegie Mellon University permette di riempire le parti sfocate o che non gradisci di una foto confrontandole con gli enormi database di immagini disponbili sul web. Gli sviluppatori del progetto ne parlano in maniera entusiasta e sottolineano come il loro intento fosse quello soprattutto di dare la possibilità di riparare …

For Education only 0

via melablog:

Doveva succedere, essendo solo una questione di tempo: alcuni utenti sono riusciti a sbloccare totalmente iPhone ed a utilizzarlo con SIM diverse da quella AT&T acquistata con il prodotto. La procedura è piuttosto complessa, e richiede un intervento su 2 fronti. …

E vuoi che Nicola-quello-che-quella-cosa-che-esce-domani-ce-l’ha-già -oggi :-) , non mi mandi gentilmente una prova dell’impresa appena svolta ?

DVD Jon ha colpito ancora, decrittati i file di iTunes 0

da Repubblica.it – Tecnologia

ROMA – Ancora lui. “Dvd Jon”, al secolo Jon Lech Johansen norvegese di 22 anni, ha sbloccato il meccanismo – dal nome gentile “Fair Play” – che impedisce agli utenti del lettore iPod di scaricare musica da negozi online diversi da iTunes di Apple e di sentirli su lettori diversi dall’oggetto “cult” degli ultimi anni. Una vera impresa, quella di Jon, che adesso fa gongolare le grandi aziende interessate a vendere musica online e, naturalmente, fa arrabbiare Apple. Anche se fino ad ora dal quartier generale di Cupertino non sono arrivare prese di posizione ufficiali.

Anche greenpeace… 1

… ce l’ha con la Apple, per non parlare del fatto che il mio macbook è in assistenza da più di un mese per il famoso problema degli spegnimenti maledetti improvvisi e della gente che comincia a spazientirsi
(no comment)

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